Tuttosport – Platini: “Juve, stavolta puoi vincere la Coppa. Vedrò i bianconeri trionfare: starò all’Uefa altri quattro anni”

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Michel-Platini

Michel Platini, ha rilasciato un’intervista al quotidiano sportivo Tuttosport dopo la sua rielezione a Presidente UEFA per altri quattro anni l’ex giocatore della Juventus ha parlato anche dei Bianconeri e delle loro possibilità di vittoria della Champions ecco le sue parole riportate dal sito TuttoJuve.com: Un po’ come se avesse vinto un nuovo Pallone d’Oro. “Domanda complicata, ma sì, in un certo senso sì: sono d’accordo. Continui a portare avanti le mie battaglie con l’appoggio incondizionato della mia squadra. Vincente. Io mi considero il capitano della selezione formata dai presidenti delle associazioni nazionali. E ne vado orgoglioso. I miei compagni mi hanno rinnovato la fiducia e hanno voluto che continuassi a portare la fascia anche per i prossimi quattro anni. Ci tengo a precisare, al contrario di qualcun altro, che non sono il capitano di un vascello travagliato dai flutti”. Il riferimento è Joseph Blatter, le Roi non perde occasione per punzecchiare il presidente della Fifa seduto in prima fila attraverso un discorso chiaro e semplice. “Io, come tutti gli amanti del calcio, amo la Fifa e la rispetto al massimo. L’Uefa è grande, ma la Fifa è la Fifa, nata mezzo secolo esatto prima della confederazione europea, 1904 contro 1954. Questo però non significa che noi stiamo con le mani in mano se alla Fifa qualcosa o tante cose non funzionano. Ho appoggiato Blatter per 4 mandati consecutivi: nel 1998, nel 2002, nel 2006 e bel 2011. Ora non più. E’ giunto il momento di portare una ventata d’aria fresca nella “stanza dei bottoni” di Zurigo. E’ inconcepibile che possa ripresentarsi per ricoprire un incarico così importante alla soglia degli ottant’anni. Noi all’Uefa abbiamo imposto come età limite quota 70. La puoi superare solo se il tuo mandato è cominciato prima e in ogni caso si concluderà al termine dell’incarico, come lo storico dirigente turco Erzik che ci ha salutato a 72 anni. Ci tengo a chiarire che non è una questione di mandati, bensì di età. Sennò il principe Ali di Giordania, che ha solo 39 anni, sarebbe ipoteticamente costretto a lasciare più che 50enne, se entrasse in vigore il limite sui mandati. Chi vorrei che vincesse tra lui, Figo e Van Praag? Di sicuro conosco bene il nome di chi non vorrei che vincesse…”. Cosa intende fare nel prossimo mandato? “Innanzitutto mai abbassare la guardia. Continuerò a combattere strenuamente i nemici del calcio: partite truccate, violenza, doping, razzismo, discriminazione, xenofobia, omofobia, antisemitismo, ingerenze politiche. Noto con dispiacere una recrudescenza dei nazionalismi in Europa. D’altro canto il calcio riflette la società ed è un barometro del male che affligge il nostro Continente”. Sarà difficile dunque. “Riusciremo a vincere la partita solo con l’aiuto delle autorità pubbliche. L’Uefa ha mezzi limitati: non siamo magistrati, prefetti, questori, carabinieri, poliziotti. Perciò torno ad appellarmi alle autorità affinché venga creata una forza di polizia europea per lo sport. Abbiamo bisogno di norme più severe per i divieti di ingresso allo stadio e di norme a livello europeo. Guai a dimenticare i giorni neri della violenza in un passato non troppo lontano, quando gli hooligans e altri fanatici imperversavano in certi stadi europei. Alcuni di noi hanno un’esperienza diretta. Mi riferisco alla tragedia dell’Heysel d cui quest’anno ricorre il trentennale. Fui proprio io a segnare l’unico gol della finale di Coppa Campioni a Bruxelles tra Juve e Liverpool, in cui gli incidenti provocati sugli spalti dai tifosi inglesi causarono la morte di 39 persone”. Ci sarà un’invenzione delle sue come quando giocava? “Sì, il Congresso ha approvato con 49 voti favorevoli e solo 5 astenuti la mia proposta di aprire le porte del Comitato Esecutivo Uefa, per la prima volta nella storia, agli “stakeholder”, i portatori di interesse. Mi riferisco ai club, alle Leghe professionali, al sindacato dei giocatori. Una rappresentanza limitata, ma è giusto che anche alcuno di loro, di queste forze, siano invitato a pieno titolo al nostro tavolo d’’onore. L’Uefa è un’istituzione aperta, democratica, di buon governo. Sarà un grande paso avanti dopo la creazione del Consiglio strategico del calcio professionistico. Sono convinto sia giunto il tempo della maturità, della fiducia reciproca. I club non devono più essere minacciati né costituire una minaccia”. Insomma, è soddisfatto di questa rielezione. “Essere alla guida dell’Uefa significa essere alla guida del calcio più forte del pianeta. Nel 2014 la Germania si è laureata campione del Mondo davanti all’Argentina, il Real Madrid ha vinto il Mondiale per Club davanti al San Lorenzo de Almagro e il portoghese Cristiano Ronaldo ha conquistato il suo secondo Pallone d’Oro consecutivo davanti a Messi. Tutti i più grandi assi stranieri bramano per essere ingaggiati da una squadra europea. La Champions League è la competizione per club più prestigiosa del mondo. E il prossimo anno l’Europeo 2016 allargato a 24 squadre sarà un…quasi Mondiale. Il presidente Uefa infine è anche, automaticamente, vicepresidente Fifa secondo gli statuti. E noi amiamo la Fifa, ma ci battiamo perché sia molto migliore di oggi”. Come giudica l’eliminazione di tutte le inglesi dalle Coppe? “Questione di cicli, l’ho sempre detto. Corsi e ricorsi. L’anno scorso nella finale di Champions c’è stato il derby spagnolo e andando indietro nel tempo c’era stato quello inglese e prima ancora quello italiano”. Riuscirà a consegnare la Champions alla Juventus da presidente Uefa? “Ora resterò in carica altri quattro anni e chissà, forse ce la farò. Quest’anno la Juve sta disputando una grande stagione anche a livello europeo e potrebbe essere la volta buona. Vediamo…”. Tavecchio sostiene che i giocatori non devono essere ostaggio dei tifosi, Platini cosa dice? “A livello Uefa è inapplicabile. Se i calciatori a fine gara vanno sotto la curva a togliersi la maglia per regalarla ai tifosi o a discutere con loro, l’arbitro non può certo ammonirli né la nostra Commissione Disciplinare sanzionarli. E’ una questione di mentalità, chissà romana, visto che sempre all’Olimpico è già stato fermato un derby…”

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