Pjanic: “Questa è una squadra killer. Il mister sa essere calmo, ma anche…”

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Miralem Pjanic, intervistato da Sky Sport e Premium Sport, ha dichiarato che quando è arrivato a Torino sono stati fissati due obiettivi prioritari che erano la conquista della Coppa Italia e dello scudetto. Il bosniaco è felice perché è stato conquistato il primo trofeo ed ora si prepara ad agguantare il sesto tricolore consecutivo. Questi obiettivi sono stati raggiunti grazie al duro lavoro della squadra che è stata guidata da un allenatore intelligente che unisce alla calma anche una giusta dose di autorità. Il centrocampista afferma di aver dato il massimo alla squadra imparando anche a fare il regista davanti alla difesa. di seguito quanto dichiarato dal numero 5 bianconero:

«È una grande soddisfazione, perché abbiamo vinto al termine di un bel percorso Quando sono arrivato a Torino mi era stato chiesto di tenere la Coppa Italia a casa e conquistare il sesto scudetto consecutivo. Il primo obiettivo l’abbiamo raggiunto e domenica avremo la possibilità di centrare il secondo. In più siamo in finale di Champions ed è bello potersi giocare tutto fino alla fine: è il risultato di un gruppo di qualità, che ha lavorato molto durante l’anno. Fin da piccoli si sogna di vincere ed è una gioia aver centrato il primo titolo, ma ora dobbiamo cercare di raggiungere tutti gli altri trofei, perché è per quello che saremo ricordati».

«La società ha costruito un mix di gente esperta che ha già vinto tutto e di giocatori che hanno una grande fame di successo – continua Pjanic – Proprio la voglia, la serietà dei giocatori più esperti è impressionante, si vince grazie a questa mentalità. Questa è una squadra killer, una macchina da guerra. Il Pallone d’Ora a Buffon? Gigi merita di vincerlo. Domina da anni, è una leggenda e mi auguro che possa farcela».

Grande merito della stagione bianconeri va naturalmente ad Allegri. Il tecnico ha gestito il gruppo alla perfezione e, nel caso specifico di Pjanic, piazzandolo davanti alla difesa, ha avuto una fantastica intuizione: «Ha sempre creduto che potessi ricoprire quel ruolo e ci ha lavorato. Forse all’inizio ho pagato dazio, ma mi ha aiutato a crescere. Il mister ha consolidato un gruppo forte. Sa essere calmo, ma anche duro nei momenti giusti. Con lui i giocatori hanno un ottimo rapporto. Per favore una stagione del genere, serve che tutto sia perfetto ed è merito di tutti: allenatore, staff, gruppo… All’inizio forse il nostro gioco non era brillante, ma abbiamo sempre ottenuto risultati e con il passare del tempo è cresciuta la fiducia, abbiamo imparato a conoscerci e siamo migliorati».

All’orizzonte c’è la sfida contro il Crotone, scoglio da superare per raggiungere un nuovo, incredibile traguardo: «È un momento speciale, una settimana importante e sto lavorando per poter dare tutto domenica. Rispettiamo molto il Crotone che ultimamente sta ottenendo ottimi risultati e lotterà con tutte le forze. Servirà una grande Juve e sono sicuro che risponderemo “presente” e andremo in campo con la massima concentrazione per chiudere il discorso scudetto in casa, davanti al nostro pubblico».

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