NETO: “Ho pensato che la Juve fosse il meglio per me. Convinto dal progetto vincente. Buffon mi ha accolto alla grande, qui subito a mio agio”

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Oggi nella sala stampa di Vinovo è stato presentato ufficialmente in conferenza stampa ai giornalisti e tifosi Norberto Neto. Ecco alcune sue dichiarazioni riportate dal sito TuttoJuve.com:

Come mai hai preferito scegliere di fare la riserva a un portiere con il quale non puoi essere in concorrenza, piuttosto che fare il titolare in un’altra squadra?
“Sicuramente tutti mi fanno questa domanda, però io ho pensato quello che era meglio per me, per la mia carriera, per il mio futuro, come prospettiva, ho pensato a tutto quello che poteva succedere, alla fine ho pensato il meglio fosse venire qua. Una squadra vincente, nella quale riuscirò a proseguire questa crescita che voglio raggiungere”.

Le tue prime sensazioni da juventino e i primi allenamenti con Gigi Buffon. Poi come hai vissuto dal punto personale e umano gli ultimi 6 mesi.
“L’inizio qua…. se non fosse per il caldo, si stava meglio. Però stiamo facendo degli allenamenti belli, abbastanza intensi, con Gigi come con tutti gli altri portieri, stiamo dando il massimo per poter preparare questa stagione che sarà veramente importante. A Firenze ho vissuto questi mesi all’inizio abbastanza difficili. Sapevo quello che avevo davanti a me e quello che poteva succedere con la scelta, con il comunicato e con tutto quello che è successo. Poi sono riuscito a gestirlo, anche il momento in cui sono tornato a giocare mi ha aiutato tanto, perché giocando il tempo passa più veloce e sei sempre concentrato nelle partite, quindi non è che sei nervoso aspettando il momento in cui devi partire, perché all’inizio io pensavo che potesse essere così. Alla fine è andata meglio”.

3-6-6-5. Sono le presenze che ha fatto Storari negli ultimi 4 anni. Nessuna presenza in Champions, ha giocato tanto in Coppa Italia. Ci vuole coraggio a venire a Torino…
“Da quando ho iniziato a giocare a calcio ho avuto tante cose difficili, tante cose a cui sono dovuto passare sopra perché se dovevo pensare, se dovevo guardare i numeri, dovevo guardare indietro o accanto, magari non sarei arrivato qua. Da questo punto di vista io non mi preoccupo, sono venuto qua per aiutare la Juventus, faccio parte di questo gruppo, è il mio sogno poter essere qui oggi, so quello che ho passato e poi quello che succederà, succederà”.

Cosa ti ha detto Buffon? Come ti ha accolto? Quale è stato il primo contatto?
“Mi ha accolto alla grande, lui è un professionista, ci conoscevamo dal giocare contro. Mi ha accolto alla grande, da professionista, come tutto il gruppo. E’ un gruppo sano, un gruppo di persone che rispetta tutti. E’ stato veramente molto educato, molto professionista, non riesco a dirti di preciso quello che mi ha detto, però dall’esperienze che ho vissuto, il primo momento qua è stato molto positivo perché mi sono sentito molto a mio agio e sono contento”.

Tu ti senti il futuro portiere titolare della Juventus tra uno, due, tre, quattro anni? Come ti ha convinto la Juventus a venire qua?
“Sicuramente con il rispetto di tutti, io mi sento il portiere della Juventus, da oggi, mi troverò sempre pronto per tutto quello che sarà necessario, per tutto quello che dovrò fare. Mi ha convinto con il progetto, che poi è un progetto vincente, un progetto in cui pensano sempre a vincere, tutte le competizioni, tutti i campionati, tutte le partite, è molto simile a quello che penso io, a come sento io la mia carriera. A me piace vincere tutto e questo progetto è quello che mi ha fatto venire qua”.

In questi primi giorni di allenamento e di partitelle, avrai visto i nuovi attaccanti della Juventus. Chi ti ha impressionato di più?
“A dire la verità io ho fatto poche partitelle finora, perché stiamo facendo tanti lavori da portiere, e col gruppo io principalmente ho fatto poco ancora. Però da quelli che conosco già senza fare partitelle, sono tutti giocatori di un livello altissimo, è difficile dire un giocatore nello specifico. Credo che la Juventus sicuramente nell’attacco non ha nessun tipo di problema perché qualsiasi giocatore che metterà, saranno giocatori importanti che aiuteranno la Juventus a raggiungere gli obiettivi”.

Tornando agli ultimi mesi a Firenze, è stata gestita nel migliore dei modi la tua permanenza lì o si poteva gestire meglio? Hai anche qualcosa da dire ai tifosi della Fiorentina?
“Sicuramente poteva essere gestita in un’altra maniera la situazione, però ormai fa parte del passato, stare qua dire quello che si poteva fare, non serve a niente ora. Magari prima di tutto quello che è successo potevamo parlare. Della città e dei tifosi, l’unica cosa che posso dire è che gli anni che ho vissuto lì, ho vissuto alla grande, ho vissuto momenti molto importanti della mia carriera, mi trovavo veramente bene nella città, mi trovavo molto bene nella squadra, ma è arrivato il momento in cui dovevo fare una scelta, il momento in cui dovevo fare un salto nella mia carriera. Dal momento in cui sono arrivato in Italia ho sempre sognato di arrivare a una squadra di questo livello. Dal momento in cui ho ricevuto l’opportunità, non è che ci ho potuto pensare due volte, era quello che volevo”.

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