Morata: “Non ho voluto nessun ricordo della finale, né maglie scambiate né medaglie d’argento” (Audio)

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Juventus' Spanish forward Alvaro Morata celebrates after scoring the 1-1 during the UEFA Champions League Final football match between Juventus and FC Barcelona at the Olympic Stadium in Berlin on June 6, 2015.     AFP PHOTO / OLIVER LANG
AFP PHOTO / OLIVER LANG

Alvaro Morata, ha rilasciato un’intervista alla Radio spagnola Cadena Ser, nella trasmissione “El Larguero”. Ecco le sue dichiarazioni riportate dal sito Gianlucadimarzio.it: “Sono dei giorni difficili, perdere una finale di Champions significa perdere molto. Prima della finale, mi è successo un paio di volte di alzarmi di notte pensando di aver già giocato la finale: era un sogno per me, non vedevo l’ora”. E poi… “Poi non ho scambiato la maglia con nessuno, non ho voluto nessun ricordo di quel giorno, non ho nemmeno la medaglia: a casa non ho medaglie d’argento”. Certo però “i complimenti al Barcellona e al suo allenatore sì che li ho fatti, bisogna anche saper perdere”. Tornare al Real? “Al Madrid nessuno mi ha detto niente, il fatto di tornare me lo dice mia nonna. E’ stato un anno molto positivo per me in Italia, credo di dover dare ancora di più alla Juve: in bianconero sono felice. In Italia sono migliorato molto fisicamente, si lavora molto su quell’aspetto. Entro la cittadella dello sport alle 9.30 ed esco alle 15.30”. Le parole di Pique dopo la festa al Camp Nou? Morata replica: “E tu credi che io mi vada a leggere la stampa dopo aver perso una finale di Champions?”.

L’ex attaccante del Real, figura centrale della Nazionale spagnola, si sofferma anche su alcuni suoi compagni, con il mercato sullo sfondo. Tevez? “Andrebbe bene per qualsiasi squadra perché è talento puro e per di più ha due palle così”. Pereyra? “Non lo conoscevo molto, vedrete che ne sentiremo parlare”.

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