Montero: “La Juve sta molto bene fisicamente. Buffon ha quasi 40 anni…”

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Paolo Montero ha rilasciato un’intervista a La Nacion, durante la quale ha dichiarato che uno dei punti di forza della Juventus è la difesa per cui la dà per favorita nella finale di Champions League contro il Real Madrid. L’ex difensore ha parlato di Gigi Buffon suo ex compagno e lo ha definito come un professiosta affidabile, nonostante i quasi 40 anni. Oltre alla difesa la Vecchia Signora, secondo l’intervistato può contare su Palulo Dybala che definisce un crack con ampi margini di miglioramento e su Gonzalo Higuain che sta ripagando con le sue prestazioni i 90 milioni spesi per portarlo in bianconero. L’attuale allenatore del Rosario ha apprezzato Ancelotti, Capello e Lippi, perché sono grandi allenatori, ma non dittatori. Di seguito quanto dichiarato dal tecnico del Rosario:

Secondo Paolo Montero la Juventus «è la candidata a vincere questa Champions League». L’uruguaiano, che di retroguardia ne sa qualcosa essendone stato il cardine in quella juventina dal 1996 al 2005 nonché leader della difesa della sua nazionale Celeste per ben 61 partite, pensa che il segreto stia nel fatto che la squadra di Allegri stia «molto bene difensivamente». Altra cosa da considerare, dice Paolo, è la nota statistica per cui dal 1989 un’italiana «vince la Champions ogni 7 anni».

IL PORTIERONE E LA JOYA – Attuale allenatore del Rosario Central, Montero ha rilasciato le sue dichiarazioni in un’enorme intervista concessa a La Nacion. Qui, tra i tanti argomenti toccati, ha parlato anche del suo ex compagno di squadra Buffon: «Ha quasi 40 anni ed è un esempio di professionalità ed affidabilità». E poi c’è Paulo Dybala: «È un “crack”, e ha ancora margini perché l’esplosione calcistica massima è tra i 25 e i 30 anni. Lui ha tutto per dominare». Infine due parole su Gonzalo Higuain: «Nel Napoli è stato fortissimo, per questo la Juventus ha pagato la fortuna che ha pagato per lui. Ha fatto una scommessa grazie a qualcuno che conosceva bene il mercato, ed ora questa scommessa gli sta tornando indietro».

ALLENATORI – Alla domanda su cosa gli hanno lasciato i grandi allenatori avuti in Italia, come Lippi, Ancelotti e Capello, Montero dice di ricordare innanzitutto il fatto che non fossero “dittatori”: «Ti convincevano con i fatti e con le parole». E ricorda un aneddoto a proposito di Marcello Lippi: «In uno specifico lavoro tattico, Lippi aveva richiesto un certo movimento. Allora Ciro Ferrara chiese il permesso di esporgli la sua opinione, senza lederne l’autorità. e illustrò una variante che pensava potesse aiutarci. Lippi disse che l’avremmo attuata, che andava bene, ed ebbe l’umiltà di dire che era un’idea migliore. Quella fu una grande lezione».

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