Marchisio: “Giorno bellissimo, voglio continuare a vincere”

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Claudio Marchisio, ha parlato in conferenza stampa per annunciare il rinnovo del contratto con la Juventus fino al 30 giugno 2020. Ecco le sue parole riportate dal sito TuttoJuve.com:

“Ringrazio il presidente per queste bellissime parole, devo dire che è un giorno bellissimo, pieno di emozioni. E’ un’emozione come quella del ’93, quando mi presentai al primo allenamento. Sono passati tanti anni, l’ho sempre voluta questa maglia e ho la fortuna di continuare in questa grandissima società per altri 5 anni. Questo non è un punto di arrivo, anzi, ho veramente tanta voglia di ricominciare, di andare avanti, di continuare a vincere con questa grande squadra, con grandi compagni e come ha detto il presidente si riparte da zero, perché arriviamo da quattro anni incredibili, dove non è mai stato semplice, sia dopo il primo Scudetto, il secondo, il terzo, perché quando si comincia non si sa mai nulla. E’ questo che abbiamo in testa noi che ora abbiamo l’esperienza giusta e deve essere quello che hanno in testa i nuovi arrivi. Sono davvero felice di indossare la maglia che ho sempre voluto fino alla fine”.

C’è stato un momento negli scorsi in cui sembrava che tu dovessi andare via. Non ti sei mai stufato di stare qui e cercare altro?

“Devo dire che stando sempre in un luogo, in una squadra come la Juve e passare ad un’altra, non è mai facile. Però ho un carattere che mi porta sempre a cercare di migliorarmi ogni anno e questa è stata sicuramente la mia forza. In queste stagioni alla Juventus ho passato dei momenti stupendi e dei momenti meno belli insieme ai miei compagni. E non è mai facile sia quando le cose non possono andare bene, sia quando – come da quattro anni a questa parte – riusciamo sempre a raggiungere obiettivi importanti. Però la cosa importante sia nel bene che nel male è trovare dentro se stessi la forza per dare sempre di più, anche se le cose possono andare sempre bene, come in questo periodo”.

Raccoglierai l’eredità di Pirlo, come ti immagini questa nuova vita?
“Non si può essere l’erede di Pirlo, perché sono un giocatore completamente diverso da Andrea, al massimo l’eredità si può avere in campo se uno avrà la stessa posizione. Però sotto questo aspetto vorrei anche spendere due parole per Andrea, per tutto quello che ha dato in questi anni alla Juventus, per quanto ci ha fatto crescere, perché è stato un giocatore veramente importante. E per me…. perché comunque in questi anni non soltanto nell’ultimo periodo, provando questo ruolo davanti alla difesa, guardandolo ogni giorno, mi ha sicuramente aiutato tanto. Non ho le sue caratteristiche, però imparare da un campione come lui è stato ancora più semplice per me scendere in campo. poi queste sono domande che spetteranno all’allenatore, quindi vedremo lì”.

Cosa dirai ai nuovi acquisti, soprattutto ai più giovani, per fargli capire lo spirito Juve. E cosa perdete senza Tevez?
“Non è che c’è tanto da dire a livello di parole, basta vivere il nostro spogliatoio. In questi ultimi anni, chiunque è arrivato, si è ambientato subito bene, perché è un gruppo forte, entrano in un contesto già molto preparato, quindi non c’è molto da dire su questo. Carlos mancherà, è stato un giocatore anche lui molto importante, però andiamo a vedere chi è arrivato, soprattutto Khedira e Mandzukic che sono due giocatori di grande spessore, non soltanto in campo, ma anche fuori, quindi aumentano l’esperienza anche in campo internazionale, sono due giocatori che hanno vinto la Champions quindi portano un miglioramento nella rosa della squadra”.

La tua è una storia di grandissima fedeltà. Quanto è contato il fatto che da bambino fossi anche tifoso della Juventus? Che Champions ti immagini l’anno prossimo?
“Come ogni anno, una Champions difficilissima. Quest’anno abbiamo raggiunto un grande obiettivo, la finale, però dobbiamo guardare il nostro percorso che ci ha portato piano piano a una crescita importante. Nel girone abbiamo avuto subito delle difficoltà pur facendo delle ottime prestazioni, ma quasi a metà girone abbiamo rischiato di uscire. Poi man mano la squadra, seguendo l’allenatore, con dei cambiamenti, ha fatto una crescita importante, arrivando a un consolidamento internazionale che dovrà proseguire da quest’anno in poi, arrivare sempre tra le prime otto, perché ogni, a parte il Barcellona degli ultimi anni, tutte quante hanno fatto fatica ad arrivare alla vittoria. Lo stesso Real Madrid. Quindi il nostro obiettivo è quello. La prima domanda… non è stato facile perché uscire da un grande settore giovanile come la Juventus non è facile, io ho sempre detto che sono tifoso juventino, ho sofferto per l’anno in Serie B, ma mi ha aiutato sicuramente. Ho fatto una crescita importante grazie a tutte quelle persone che sono state in un grande settore giovanile come quello della Juve, da tutti gli allenatori che mi hanno fatto crescere piano piano, mi hanno fatto arrivare pronto al palcoscenico più importante. E idem tutti gli allenatori che ho avuto in questi anni, cambiandomi ogni anno ruolo e dandomi fiducia, hanno portato al giocatore che sono adesso. Sempre disponibile in ogni ruolo con ogni allenatore per cercare di dare sempre il meglio di me stesso. Il fatto di avere la Juve nel cuore mi ha dato sempre quella energia in più per dare sempre tutto me stesso non soltanto in partita ma in ogni allenamento. E’ quello che cerco di trasferire ai miei compagni, soprattutto i nuovi, queste miei caratteristiche, il fatto di non mollare mai, di tramandarle a chi arriva”.

C’è un grazie particolare che vuoi dire a una persona?
“Il grazie va a tutti quanti, come ho detto prima, da quando ho iniziato nel settore giovanile, da qualsiasi dirigente, persona, allenatore che ho incontrato, sino ad oggi, chi lavora anche solo nello staff medico, i magazzinieri, tutti quanti. E’ un grazie a tutti, non ci può essere una persona in particolare. Sono in una grande famiglia, conosco tutti dall’età di sette anni in questa società e non c’è mai stata una persona a cui non posso aver detto un grazie”.

Claudio, hai intenzione di tenere l’8?
“Sì, sono legato molto al numero 8 e per il numero 10 sono molto legato al valore dei numeri, come una volta, quindi il 10 è giusto che lo indossi un fuoriclasse che faccia divertire il pubblico con le sue giocate e ci porti tanti gol ed emozioni Sono legato all’8 e penso sia giusto continuare con questo numero”.

Cosa può avere la Juventus in più quest’anno?
“La consapevolezza, soprattutto in Europa, di giocarcela con tutti. Il rispetto dei grandi club, perchè lo abbiamo dimostrato quest’anno e ora essendo arrivare a questo punto bisogna continuare, non fermarci, come è stato l’ultimo anno. Deve diventare la normalità per la Juventus andare a giocare delle partite così importanti in Europa. In Italia è lo stesso, perché anche se sono 4 anni che abbiamo vinto il campionato, ogni anno quando si inizia è difficile, lo è sempre stato, anche se in questi ultimi anni uno scudetto lo abbiamo vinto qualche giornata prima, qualcuno qualche giornata dopo, ma quando si parte da zero è sempre difficile e durante l’anno può succedere di tutto. Per l’ennesima volta sarà difficile ripetersi”.

Quest’anno, visto come stanno operando Milan e Inter, sarà un anno un po’ differente?
“Non si può dire, anche perché quest’anno, fino a un certo punto, la Roma e il Napoli erano lì per lottare. Poi il cammino durante l’anno è lungo e possono succedere tante cose. Ci sono le milanesi che stanno lavorando molto, ma è ancora presto. Sono appena iniziati alcuni ritiri, c’è tanto da lavorare durante l’estate e anche i primi mesi se si dovesse vedere qualche squadra che parte bene, ciò non vuol dire che possa arrivare alla fine. Lo abbiamo visto negli ultimi anni e quindi bisogna aspettare. L’importante è iniziare bene un altro anno con la stessa voglia, con la stessa fame, che questo gruppo è riuscito a mantenere negli ultimi anni per arrivare a vincere il 5° Scudetto di fila”.

C’è qualcosa in cui pensi di poter migliorare?
“Non si smette mai di migliorare, quindi ogni anno bisogna cercare di dare sempre di più, giorno dopo giorno con gli allenamenti. E’ stata una stagione per me molto importante, ma non per merito mio, di tutta la squadra, perché tutti insieme arriviamo a grandi obiettivi, a grandi risultati, lavorando giorno per giorno. Ed è merito di tutta la squadra, soprattutto di chi gioca meno, che è sempre stato disponibile nel lavoro quotidiano per fare crescere il livello della squadra, questa è la cosa più importante. Poi aiuta tanto avere anche delle stagioni con nessun infortunio”.
Fonte:www.tuttojuve.com

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