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Giovinco a Gazzetta: “Con Allegri avevo una buona relazione, Conte ha preso in mano una formazione da metà classifica e l’ha portata ai vertici. Non ho convinto io Pirlo”

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Sebastian Giovinco
, ha rilasciato un intervista alla Gazzetta dello Sport soffermandosi sul suo rapporto con Allegri con Conte e sul prossimo arrivo nell’MLS di Andrea Pirlo. Ecco le sue dichiarazioni riportate dal sito TuttoJuve.com:”L’ho sentito per messaggio, ma non da New York. Qualche tempo fa mi ha chiesto come mi trovavo. Gli ho detto che è una bella esperienza, qualcosa da provare. Non penso di essere stato io a convincerlo. Spero di vederlo giocare contro di noi. Un calcio non paragonabile a quello europeo. Ma sono convinto che con gli anni può diventare un campionato sempre più importante. C’è meno qualità e meno disciplina tattica. A livello organizzativo, però, Toronto è al passo con le grandi in Italia. Certo, la Juve è una società storica. Per venire devi trovarti al posto giusto, al momento giusto. Non è così semplice. Per me quello era il momento in cui avevo voglia di cambiare aria. Avevo avuto altre richieste, ma non c’era stato nulla di concreto. Ed è arrivata questa offerta (economica) impossibile da rifiutare. Qualche rimpianto per non essere rimasto alla Juve? Assolutamente no. Con Allegri avevo una buona relazione. Il fatto di arrivare alla scadenza avrebbe messo in difficoltà la società e allora ho preso questa decisione anche per andarle incontro, perché mi era stato proprio chiesto di anticipare la partenza. Conte ha preso in mano una formazione da metà classifica e l’ha portata ai vertici alti. Una che negli anni è stata costruita per vincere. Allegri si è trovato una Ferrari. Ma è stato bravo a lasciare a tutti molta libertà: è un uomo con grande intuito. La squadra che ho lasciato era veramente forte. Sorpreso sì, ma non troppo. Sono appena arrivato e mi godo questi bei momenti. Si vive molto bene, il calcio non è visto come in Italia. Qui è solo uno sport. Quando fai 15 anni alla Juve è normale fare il tifo per loro. Spero per il calcio italiano che Milan e Inter tornino fra le protagoniste”.

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