Dybala: “Alla Juventus spero di diventare un grande calciatore, è la squadra perfetta per iniziare a vincere. Ho preso il numero 21”

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Dybala presentazione

Nello Juventus Stadium, la Juventus ha presentato tramite conferenza stampa il suo nuovo attaccante Paulo Dybala, che ha scelto il numero 21 di maglia.Ecco le sue dichiarazioni riportate dal sito TuttoJuve.com:


Arrivi qui come giocatore più pagato? Che peso è?

“Da quando sono arrivato in Italia si parla sempre di soldi e non di come sono io. A Palermo hanno speso tanto e ho fatto vedere cosa posso fare e lo stesso farò qui”.

Ci sono differenze qui?
“Sono arrivato da due giorni qui, sarà un cambio importante per me e per la mia carriera arrivare in una squadra come la Juventus, spero di poter crescere come giocatore, come persona e diventare un grande calciatore anche qua”.

Hai visto la Juve sfidare il Barcellona. Che sensazioni hai di quella serata? Quale ruolo preferisci?
“Rispetto alla finale, quando sono arrivato lì e ho visto quello stadio è stato un po’ particolare. Era la prima volta che andavo a vedere una partita di Champions e vedere una partita così della Juventus, la squadra dove avrei dovuto giocare io, è stato molto emozionante. Sul mio ruolo, penso che dovrò parlare con il mister, per vedere cosa mi chiede lui, cosa pensa lui del mio ruolo. Ho fatto il trequartista, l’attaccante, la punta, dipende da lui”.

Mi dici come si pronuncia il tuo cognome esattamente?
“Dybala”.

Che effetto fa essere pagato così tanto? Dà emozione e pressione? Quali erano i tuoi idoli quando hai iniziato a giocare?
“E’ emozionante perché è una cifra alta, quindi mi fa piacere sapere che la Juventus ha fatto questo investimento per me, perché sicuramente crede in me e pensa che posso dare tantissimo. Idolo da piccolo ho avuto sempre Riquelme e Ronaldinho, erano sempre due giocatori che mi piacevano tantissimo”.

Ti pesa l’idea di raccogliere l’eredità di Tevez? Ti piacerebbe indossare la maglia numero dieci? Hai intenzione di chiederla all’allenatore e ai dirigenti?
“Quello che ha fatto Tevez qua è stato incredibile, ha vinto tantissimo, ha fatto tanti gol, ha giocato due stagioni grandissime, poi sul numero durante la mia carriera io ho sempre giocato con il 9. Rispetto i giocatori che hanno questo numero e io ho già fatto la mia scelta. Ho preso il numero 21”.

Come mai?
“Perché è un numero che mi piace, è la mia età, poi l’hanno avuto dei giocatori importanti e penso sia un bel numero”.

Con Allegri immagino abbia già parlato. Cosa vi siete detti? Pensi di partire titolare?
“Con lui ho parlato però solamente due minuti, non ho parlato ancora niente di lavoro. Ancora non l’ho visto perché siamo arrivati un paio di giorni prima. La squadra la fa lui, si rispettano le sue decisioni e tutti dobbiamo essere pronti per giocare perché ci sono tre campionati e abbiamo la finale prossimamente in agosto. Tutti abbiamo voglia e lo vogliamo dimostrare in campo”.

Come mai ha voluto fortemente la Juve? La Juve può essere la porta per raggiungere la Nazionale? Temi di non poter giocare con Messi dovesse prendersi una pausa?
“Da quando stavo giocando col Palermo cercavo sempre di pensare a giocare, il mio gruppo di lavoro pensava a quello che era il futuro. Il giorno che mi hanno detto che la Juventus mi voleva, io ho preso la mia decisione, ho detto subito che volevo venire qua per tanti motivi, uno è che mi piace sempre vincere in tutte le cose che faccio e penso che questa sia la squadra perfetta per cominciare a vincere nella mia carriera. Tutti abbiamo il sogno di arrivare in Nazionale. Penso che Messi continuerà a giocare in Nazionale perché è il giocatore più forte al mondo e deve essere per forza lì”.

Ti immagini una Serie A più difficile per la Juve? E pensi che la Juve possa andare ancora così lontano in Europa?
“Sì, penso che la Juventus l’anno scorso abbia fatto un anno incredibile, peccato che non ha potuto vincere la Champions giocando contro una grande squadra, però penso che la cosa positiva è che la Juventus possa fare ancora meglio quest’anno, vincendo la Champions. Penso che il campionato sarà difficile perché tutti vogliono vincere contro la Juventus e non sarà facile giocare in qualsiasi stadio. Però penso che ci sia una rosa molto forte che possa arrivare dove è arrivata l’anno scorso”.

Hai detto che la 21 è stata indossata da giocatori importanti. Ti riferivi a Zidane?
“E’ l’ultimo che l’ha indossata”.

Hai parlato anche di Riquelme e Ronaldinho. L’impressione è che a te piaccia molto giocare dietro le punte...
“Sì, un ruolo che ho fatto sempre quando giocavo nel settore giovanile, in Argentina, poi quando è arrivato il mio primo allenatore della prima squadra mi ha messo come punta e lì ho cominciato a fare l’attaccante vero, la punta. Poi a Palermo ho fatto tutti i ruoli dell’attacco, però Iachini l’anno scorso mi ha messo come prima punta e ho fatto più gol”.

Ti senti di giocare meglio dietro le punte?
“No, io posso giocare in qualsiasi ruolo, trequartista o attaccante, poi dipende da cosa mi chiede il mister. Io mi devo adattare a quella posizione e fare il meglio per la squadra”.

L’anno scorso Morata i primi 4-5 mesi ha giocato poco, ha avuto bisogno di un periodo di ambientamento, Allegri lo ha dosato per dargli poi la maglia da titolare. Pensi che sia un cammino che ti riguarda o hai aspettative immediate?
“No, penso che il suo esempio è buono, perché quando è arrivato non è stato facile, lui arrivava da un altro Paese, da un altro campionato e penso che non sia stato facile per lui. Però poi ha dimostrato nel tempo di essere un grande calciatore e lo ha fatto vedere con tutti i gol che ha fatto. Spero di poter fare un campionato come il suo l’anno scorso, segnare come ha segnato lui, dare le soddisfazioni che ha dato lui ai tifosi, sarebbe molto importante”.

Da attaccante quali sono le difficoltà nell’affrontare un campionato difficile come la Serie A? Allegri cosa ti chiederà per migliorare le tue caratteristiche?
“So che  il campionato italiano non è per niente facile, quando sono arrivato qua in Italia non è stato facile adattarmi, poi con il tempo con l’aiuto di tante persone a Palermo sono cresciuto. E’ difficile per un attaccante, con tutti i difensori forti che ci sono, soprattutto per uno come che ho un fisico più piccolo rispetto ad altri attaccanti non è facile. Ci sono difensori che giocano a livello Mondiali, in grandi campionati, quindi mi dovrò adattare a quello che mi chiederà il mister, cercare di dare il meglio nel mio ruolo e continuare a crescere. Sono venuto qua per continuare a crescere”.

Arrivando in una squadra così importante, non ti fa un po’ paura la concorrenza?
“No, penso che la concorrenza ti fa sempre stare preparato se uno vuole giocare. E’ meglio così rispetto ad essere rilassato e sempre titolare. Quando hai giocatori forti come quelli che sono arrivati e quelli che ci sono già alla Juventus, penso che faccia bene perchè ti fanno stare sempre pronto per cercare di migliorare al massimo ogni giorno”.

Cosa ti piace fare quando non giochi a calcio?
“Tante cose, io sono un ragazzo tranquillo, mi piace rimanere a casa, stare con la mia famiglia, giocare con la  playstation, giocare a biliardo, bere il mate, con mia mamma, con i miei fratelli, non esco tanto perché non mi piace andare tanto in giro. Però sono un ragazzo molto tranquillo”.

Hai un soprannome calcistico?
“Sì, quando ho iniziato in Argentina un giornalista mi ha messo  La Joya, il gioiello, quello è il primo che mi hanno messo. Quando sono arrivato a Palermo mi chiamavano U Picciriddu (il bambino, ndr)”.
Fonte:www.TuttoJuve.com

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