BUFFON: “Non ci snatureremo. Serve intelligenza”

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Gigi Buffon ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della semifinale di ritorno di Champions, ecco le sue parole riportate dal sito TuttoJuve.com:

Al Bernabeu sei sempre stato sfortunato: tre partite, tre sconfitte. Pensi sia arrivato il momento di cambiare? O firmeresti per una sconfitta per 3-2? Cosa pensi di questa partita? I primi minuti secondo te sono fondamentali?
“Partiamo col dire che sono in buona compagnia, nel senso che al Bernabeu in parecchi hanno perso ed è ovvio che chi ha fatto il portiere spesso è uscito di qua almeno con un gol subito. Però è inevitabile che soprattutto, al di là dello stadio, della componente climatica che possiamo trovare domani, abbiano un valore offensivo talmente importante che se noi dovessimo ridurci solamente a cercare di di difendere il risultato, secondo me usciremo dal campo con qualche rimpianto. E’ inevitabile che i numeri dicano sempre qualcosa di corretto e il Real Madrid sicuramente è una squadra che segna in casa da 80-90 partite, non so quante siano, e magari può concedere qualcosa. Per cui io credo che non ci snatureremo più di tanto, chiaramente bisogna giocare con una certa intelligenza per il minimo ed esiguo vantaggio”.

Il tuo parere sui fischi a Casillas? Tu come portiere leggenda, che cosa gli consiglieresti?
BUFFON: “Io non consiglio nulla a Iker perchè alla fine sono situazioni personali e lui vive la sua qua. Per quel che riguarda la contestazione nei suoi confronti, la trovo sicuramente un gesto ingrato, un gesto inaudito, per un ragazzo, per un professionista che si è speso professionalmente per una ventina d’anni per la causa e per la maglia del Real, sicuramente ha avuto tantissimo, ma sicuramente ha dato anche tantissimo. Al di là dei momenti, che possono essere buoni o meno buoni, certe icone, certe persone, certi calciatori, non mertitano sicuramente questo tipo di trattamento”.

Se la Juventus arriverà in finale, Tevez può candidarsi con Ronaldo e Messi al Pallone d’Oro? Cosa ha lui che Messi e Ronaldo non hanno?
“Penso che il mister abbia detto giusto, non conoscendo e non avendo mai giocato con gli altri due, sicuramente la cosa che emerge dalle caratteristiche preponderanti di Carlos è il fatto che abbia un temperamento molto spiccato, è un trascinato ed è un ragazzo che a seconda del momento della partita capendoli, si sacrifica molto per la squadra e capisce ciò del quale ha bisogno la squadra stessa. Questo secondo me è un grandissimo segnale di professionalità e di intelligenza calcistica”.

I vostri obiettivi all’inizio della stagione erano lo Scudetto e i quarti di Champions. Siete andati oltre e questo vi ha dato la serenità per affrontare la gara d’andata. Ora sentite di avere qualcosa da perdere? Può essere un’arma importante questa per fare risultato domani?
“Sì, sicuramente siamo andati oltre le più rosee aspettative, considerando che abbiamo anche una finale di Coppa Italia. Mentre invece per quel che riguarda la partita di domani, penso che quando arrivi a 90 minuti da una finale, anche se è stato stupefacente il tuo cammino ed essere arrivato fino a lì, e abbia un esiguo vantaggio come il nostro, è normale che un qualcosa da perdere ce l’hai e lo senti, ed è inevitabile, perchè dentro ognuno di noi si culli veramente il desiderio di poter conseguire questo sogno, solo per quello. Però credo anche che abbiamo la consapevolezza e la serenità di sapere che l’unico modo per poter guadagnarci la finale è cercare di venire qua domani e giocare al calcio, nel modo che è più congeniale a noi. Per far sì di non avere rimpianti”.

Tu dopo Berlino sei ripartito con la Juve dalla B. Arrivare a Berlino, da Berlino a Berlino, è la chiusura del cerchio?

“Sì, da Berlino a Berlino, ci potrebbe passare una vita calcistica, perchè alla fine sarebbero nove anni e sono veramente tanti, soprattutto se penso che nel 2006 ne avevo 28. Di conseguenza adesso sono ancora un po’ più maturo. La maturità aiuta ad affronare certi eventi e avere la lucidità e la consapevolezza di dove si voglia andare e di dove si voglia arrivare. Io nella mia testa non ho mai avuto un dubbio neanche quando durante questi nove anni ho avuto anche un infortunio abbastanza grave, però ho sempre saputo dove avrei voluto arrivare. Adesso è un po’ prematuro di sentirsi o di sognare di essere a Berlino, anche perchè se mai dovesse accadere, a quel punto mancherebbe la chicca finale, che sarebbe ulteriormente difficile, perchè andare a Berlino dopo 9 anni per fare il turista o applaudire gli altri, non l’avevo messo in preventivo. Per cui godiamoci adesso questa semifinale di ritorno e guardiamo comeandrà. Poi per gli altri discorsi, le analisi le faremo magari più avanti, me lo auguro”.

Si fanno gli anticorpi alle emozioni, o entrando qua dentro viene ancora la pelle d’oca?
“Penso che non si faccia mai il callo e l’anticorpo giusto per non emozionarsi di fronte a questi eventi, perchè se fosse così dovrei prendere in considerazione di smettere con l’agonismo. Però è anche vero che l’esperienza aiuta, avendo già vissuto determinate vigilie, determinate sensazioni in certi stadi, so a cosa andremo incontro, magari in alcuni casi può anche essere un male, perchpè gli ipotetici 90 minuti di domani, saranno 90 minuti lunghi, di quello ne sono ovviamente certo”.

Quale aggettivo daresti alla partita di domani?
“Domani è la partita dell’orgoglio del mondo Juve, non solo di noi giocatori, ma della società, del nostro staff tecnico, del tifoso stesso, che sappiamo tutti quanto queste componenti tengano a questa competizione e di conseguenza dopo aver sofferto tanto, per non essere stati protagonisti assoluti per troppo tempo, adesso ci siamo riconquistati con merito questa opportunità. L’importante sarà uscire da questa gara senza avere rimpianti, poi come andrà staremo a vedere”.

In che senso la presenza di Pogba può essere determinante per ottenere la qualificazione alla finale?
“Sì, anche io penso che un ragazzo come Paul domani ci possa dare l’opportunità di avere un cambio in più, perchè anche se non dovesse avere i 90 minuti nelle gambe, è importante che ne abbia almeno 60-70 di grande livello come sa fare lui. E questo ci potrebbe semplificare i problemi”.

Da Rimini-Juventus 1-1, gol di Paro, a domani sera, sono arrivati 4 Scudetti, una semifinale di Champions. Cosa ti senti di dire a quei giocatori che in quel periodo se ne sono andati via, mentre tu sei rimasto in B?
“Che probabilmente quasi tutti hanno smesso di giocare, per cui la scelta l’hanno fatta giustissima. Scherzo, però dico che alla fine sono sensazioni ed emozioni troppo personali per entrare nell’intrinseco. Sicuramente sono molto orgoglioso del nostro percorso, dove siamo adesso e se siamo qua ringrazio innanzitutto i ragazzi che insieme a me e insieme a qualche altro qua, sono rimasti per far ripartire la leggenda di Juventus. Se oggi siamo qua il merito è sicuramente anche loro”.

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