ALLEGRI: “Non siamo ancora ubriachi, col Genoa gara molto difficile. Conte non mi ha chiamato per Barzagli. Pirlo torna dopo la sosta, Marchisio recuperato. Sul futuro di Pogba…”

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Massimiliano Allegri ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida di domani contro il Genoa. Ecco le sue dichiarazioni riportate dal sito TuttoJuve.com:

Come si fa a non essere ancora ubriachi, estasiati dalla grande partita di mercoledì? Il ct ti ha chiamato per sapere le condizioni di Barzagli? Ti scoccerebbe se fosse convocato?
“Ancora ubriachi non lo siamo assolutamente, anche perchè abbiamo fatto un ottimo ottavo di finale, sia all’andata che al ritorno; avevamo l’obiettivo di passare il turno, ci siamo riusciti e quindi ora ci prepararemo per questo quarto di finale. Ora abbiamo una partita molto difficile col Genoa, che è la squadra che innanzitutto ci ha battuto in campionato, è una squadra che ha fatto venti punti in trasferta, ha rimontato sette volte in situazione di svantaggio e sarà una partita difficile e complicata, perchè loro hanno avuto una settimana per prepararla, noi praticamente solamente oggi, quindi dobbiamo essere molto bravi, soprattutto perchè credo dalla partita di domani – e poi ci sarà la sosta, così recupereremo un po’ di energie e un po’ di giocatori – e le due partite a seguire, vale a dire Empoli in casa e Parma fuori, sono tre partite credo decisivi ai fini del campionato, per non andare a incasinarsi e a crearci dei problemi, per poter preparare al meglio il ritorno di Coppa Italia a Firenze e il quarto di finale col Monaco. Per quanto riguarda la seconda domanda, se mi ha chiamato il ct, no, non mi ha chiamato, però i giocatori che ho a disposizione stanno tutti bene, Barzagli è rientrato, ha fatto due ottime partite anche se è otto mesi che è praticamente fermo, quindi quando i giocatori vanno in Nazionale vuol dire che stanno tutti bene e sono molto felice”.

Un commento sul sorteggio di ieri più dettagliato. Unanimemente è stato definito un  buon sorteggio. Considerato che c’è la sosta, ci dobbiamo aspettare una Juventus con tutti i migliori o c’è qualche giocatore che ha bisogno di rifiatare? Recupera infortunati?
“Per quanto riguarda il sorteggio, innanzitutto è un quarto di finale. Il Monaco per essere arrivato a giocare un quarto di finale vuol dire che ha dei valori e dei meriti: ha eliminato l’Arsenal e non è cosa semplice, giocando buone partite. Io ieri, dopo che è venuto fuori il sorteggio, ho letto che la Juventus ha avuto fortuna in questo sorteggio, io credo invece che magari si possa rovesciare la cosa, viste le due partite che ha giocato la Juventus in casa col Borussia e a Dortmund, magari sono le altre che hanno tirato un sospiro di sollievo a non incontrarci in questo momento. C’è anche il rovescio della medaglia. E’ un quarto di finale molto difficile, abbiamo le possibilità per poter andare avanti e bisogna prepararsi al meglio. Per quanto riguarda domani, i recuperi, Marchisio sta bene, ha smaltito l’influenza, Sturaro è a disposizione da oggi. Pirlo non è a disposizione, lo sarà dopo la sosta, e Pogba no, perchè si è fatto male tre giorni fa, quindi non è a disposizione. E domani valuterò oggi le condizioni di tutti, però non è che ci siano grandi stravolgimenti. Morata è squalificato, quindi siamo credo 15/16, con due ragazzotti della Primavera con noi, che sono anche bravi. Siamo al completo”.

Avete già programmato quando più o meno pensate di vincere lo Scudetto? Dopo Dortmund si è parlato molto della Juve di Allegri, questa definizione ti inorgoglisce? Quanto ci hai messo di tuo nella Juve europea?
“A me i conti non piace farli, perchè da noi si dice: una volta che si fanno i conti, vengono fuori i contadini. Quindi credo sia meglio non farli. Ho detto prima che queste tre partite sono decisive. Bisogna essere molto bravi, non sottovalutarle, perchè sottovalutare l’avversario significa avere mancanza di rispetto e soprattutto le partite vanno vinte, perchè domani quando inizia la partita siamo 0-0 contro un Genoa che è una squadra difficile da incontrare, perchè è una squadra rognosa, che non ti fa giocare e che ti può creare dei problemi. Quindi attraverso queste tre partite è normale che passa gran parte del futuro del campionato, per non andare molto in là. Quindi dobbiamo essere molto molto bravi e credo che i ragazzi lo siano e siano molto responsabili. Per quanto riguarda la Juventus di Allegri, la Juventus non è di Allegri, la Juventus credo sia da 100 anni dela Famiglia Agnelli, quindi nelle società di calcio passano i giocatori, passano gli allenatori, la società rimane. Io credo che la Juventus sia cresciuta molto nella consapevolezza dei propri mezzi da parte dei ragazzi, sia stato fatto un buon lavoro da parte di tutti, non solo mio, ma a parte di tutto lo staff, di quelli che lavorano con me e della società, per cercare di migliorare, ma questo deve essere l’obiettivo. Un lavoro iniziato credo quattro anni fa con il primo Scudetto vinto. E’ normale che bisogna cercare sempre di crescere e migliorare. Per essere competitivi a livello europeo è normale che bisogna fare ancora molto e credo che la Juventus, l’obiettivo che debba avere, è quello di riuscire a rientrare stabilmente nelle prime otto. E per farlo, la cosa innanzitutto che bisognerebbe fare, è quella di vincere il girone, perchè vincere il girone vuol dire poter avere un sorteggio sicuramente un pochino più favorevole e garantirsi con più percentuale i quarti di finale. Poi ai quarti di finale può succedere di tutto, però quando stabilmente sei nei quarti di finale, è normale che hai più possibilità di arrivare in fondo”.

Un giornale francese oggi ha riportato delle dichiarazioni di Nedved che avrebbe confermato un incontro a Montecarlo tra Pogba e il presidente del Psg. La Juventus ha smentito queste dichiarazioni. Che cosa hanno detto a lei del futuro di Pogba?
“Del futuro, della stagione prossima, non abbiamo ancora parlato di niente., anche perchè credo che abbiamo  impegni molto importanti ancora da affrontare. Che Pogba sia un giocatore straordinario, richiesto dalle grandi squadre, credo sia una cosa normale, come altri giocatori della Juventus. Però credo che la Juventus, quando è nelle prime otto d’Europa, e speriamo di essere tra le prime quattro tra un mese, credo che sia una squadra di altissimo livello, dove tutti i giocatori vogliono venire e rimanere. Quindi noi in questo momento noi pensiamo al campionato, poi alla Coppa Italia e alla Champions, poi a bocce ferme vedremo di programmare la prossima stagione”.

Ad agosto è arrivato tra molto scetticismo e ha avuto un’accoglienza non facile. Poi questa è diventata la sua Juve, ha lasciato un’impronta. Si aspettava di arrivare a questo punto con 14 punti di vantaggio in campionato, che sono 15 con lo scontro diretto, con quella vittoria in casa del Dortmund e ancora in corsa per la Coppa Italia? E’ andato al di là di ogni previsione…
“Io quando sono arrivato era normale che dopo tre anni con un allenatore che aveva vinto tre Scudetti, da parte dei tifosi ci potesse essere un trauma, un dispiacere. Però io alla fine credo molto in quello che faccio, nel mio lavoro, e credo ci voglia molto equilibrio, credo di non esaltarmi mai quando le cose vanno bene, di non deprimermi quando le cose vanno male, perchè  quando una squadra ha dei valori prima o poi vengono fuori. Questa squadra credo abbia delle qualità importanti, lo ha dimostrato nei tre anni precedenti, lo ha dimostrato quest’anno e credo abbia le qualità per poter ancora migliorare perchè ci sono dei giovani dentro, ci sono degli anziani che hanno grandi obiettivi e voglia di stupire. Credo che se riusciremo a vincere questo quarto Scudetto sia una cosa straordinaria per i ragazzi; se riusciremo ad arrivare in semifinale di Champions e magari ci giocheremo una grande semifinale, però credo che bisogna fare un passo alla voglia, credo che ci voglia molto equilibrio quando facciamo le cose, soprattutto nel lavoro rimanere sempre con un profilo molto basso, perchè oggi sei bravo e domani non sei più bravo. E il calcio è bello e brutto per questo. In questo momento le cose stanno andando bene ed è il momento in cui bisogna stringere perchè bisogna essere molto più bravi ora di tre mesi fa”.

E’ il suo momento migliore?
“Io spero che questo sia un ottimo momento, ma non sia il migliore, perchè l’ambizione e l’obiettivo mio, ma deve essere l’obiettivo di tutti i ragazzi, è quello di migliorare e fare delle cose importanti. E per farlo ci vuole grande sacrificio, sacrificio nel senso di allenamento, sia fisico che con la testa, e i ragazzi lo stanno dimostrando, ma non lo stanno dimostrando solamente quest’anno, ma in questi quattro anni. E’ normale che ci sia un percorso da fare, un percorso dove bisogna migliorare e credo che queste due partite col Dortmund abbiano dato più consapevolezza dei propri mezzi, qualche certezza in più, però non deve essere assolutamente un punto di arrivo, deve essere un punto di partenza, un buon punto di partenza, dove dobbiamo cercare di continuare, dobbiamo lavorare, per andare a migliorare ancora quelle cose che non vanno bene”.

L’anno scorso a livello internazionale delle squadre italiane c’era solo la Juve. Quest’anno la Juve è ai quarti di Champions e ci sono due squadre in Europa League. Eppure c’è qualcuno che continua a dire che questo campionato non sia all’altezza rispetto all’anno scorso, di basso livello. Lei cosa pensa? Crede che la Serie A sia tornata ai livelli della Bundes o della Premier?
“Innanzitutto, il fatto che tre squadre italiane, due in Europa League e una in Champions, siano ancora in corsa per centrare degli obiettivi importanti, questo dice che il calcio italiano non è tutto da buttare. Quindi credo che a volte in Italia noi ci facciamo prendere dalla depressione, sottovalutiamo quello che abbiamo, e però non è così. E’ normale che ci sono dei momenti, dei cicli dove le cose vanno meglio, dove le cose vanno un po’ peggio, però il calcio italiano è sempre stato a buoni, ottimi livelli. Il fatto che tre squadre a livello europeo stiano andando avanti credo sia un buon segnale. Per quanto riguarda il campionato italiano, non è assolutamente scarso come viene detto e come si dice, però in Italia fa moda e fa tendenza denigrare quello che abbiamo in casa, quindi io non sono d’accordo. C’è un dato di fatto, che a livello economico è un problema del Paese, dove le squadre al momento non si possono permettere i grandissimi giocatori che fanno la differenza; ma di grandissimi giocatori nel mondo ce ne sono sei-sette, non è che ce ne sono mille. In Italia però credo che ci stiamo difendendo bene e soprattutto credo che sia importante iniziare un programma di lavoro nei settori giovanili, per portare a giocare i giocatori italiani nelle prime squadre, perchè non credo che in pochi anni l’Italia abbia perso il gusto, la voglia e soprattutto le qualità per portare i ragazzi a giocare a calcio”.

Si può dire a chi ha detto in passato che non ci si poteva sedere in un ristorante da 100 euro, si può ovviare alle problematiche economiche con altre cose come avete dimostrato voi?
“Come ho detto prima, credo che nelle cose bisogna fare un passetto alla volta e bisogna crescere piano piano. Io credo che in Italia ci siano molti giocatori bravi italiani, stranieri altrettanto; forse non riusciremo a mangiare piatti costosi, però sicuramente le squadre italiane possono sedersi tranquillamente in un ristorante costoso. Ma questo credo sia il primo punto da dove il calcio italiano debba e possa ripartire. Ma non solo il calcio italiano, ma anche le infrastrutture che devono essere create per creare una base solida, perchè altrimenti fare un tetto senza fondamenta serve praticamente a poco”.

Come ha gestito l’evoluzione di Morata? Coman nell’ultima parte della stagione, se la situazione dovesse evolvere positivamente, può avere anche lui un margine di crescita? Si aspetta un’esplosione simile? Su Tevez ha pensato almeno una volta, se me l’avessero preso a gennaio quell’anno lì, come sarebbe andata a finire…?
“Per quanto riguarda Tevez credo che sia un giocatore straordinario, ma come tutti i grandi campioni. Basta dirgli poche cose, sono talmente bravi, soprattutto quando hanno entusiasmo e voglia, fanno la differenza. Poi nella vita le cose cambiano da un giorno all’altro, come nelle partite di calcio, la vita viene decisa dagli episodi. Quindi sono fortunato ad essere alla Juventus e ad allenarlo alla Juventus. Potevo allenarlo al Milan, ma questa è acqua passata e quindi non ha senso ritornarci sopra, si vede che doveva andare così. Morata è un ragazzo che è arrivato dal Real Madrid, giovane, aveva bisogno di trovare continuità, perchè un conto è essere trattato da ragazzo e un conto è essere trattato da un giocatore pagato 20 milioni dalla Juventus, quindi un giocatore importante con grandi aspettative. Aveva bisogno di un suo percorso. Ora è un giocatore diverso, sia a livello fisico, a livello tecnico. Morata ha delle qualità straordinarie, non è che c’è bisogno di Allegri per vederlo. Quindi aveva bisogno di una sua crescita. In questa crescita credo sia stato importante e fondamentale Llorente, sia per come gli è stato vicino, sia soprattutto perchè in quel momento in cui Morata non era pronto, Llorente ha fatto ottime cose e ha lavorato moltissimo per la squadra, sia quando ha giocato all’inizio che quando è entrato. Coman è un ragazzo giovane, ha fatto degli spezzoni di partite, ha fatto intravedere delle ottime cose. Io lo vedo in allenamento, sta crescendo, è un ’96, bisogna dargli tempo, perchè come al solito, quando sei in una grande squadra, giocare una partita ogni tre giorni, è differente che giocarne una alla settimana e che se ne pareggi due non succede niente. Qui se ne pareggi una, già incomincia un po’ di casotto, quindi bisogna essere bravi nella gestione. Ma questo credo sia normale in una grande squadra. Fortunatamente ho Matri che ora sta bene e ci darà una mano, poi abbiamo Tevez che Dio ce lo mantenga nelle migliori condizioni. Come tutti gli altri, credo che la squadra stia bene, ha molta fiducia in se stessa. Ma in questo momento credo sia la cosa più difficile, bisogna rimanere con i piedi per terra, perchè trovare la concentrazione, lavorare bene e fare risultati ora, direi che è più difficile che giocare la partita di Doprtmund, perchè giocare a Dortmund, preparare la partita di Dortmund, credo sia stata una cosa abbastanza semplice a livello di motivazioni, di stimoli e quindi domani la partita col Genoa è un banco di prova importante e bisogno essere molto responsabili e soprattutto essere intelligente nel capire l’importanza della partita che abbiamo domani, anche perchè voglio passare una sosta in totale serenità e tranquillità”

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