Allegri: “La Juve non andrà a Berlino per fare vittima sacrificale”

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Massimiliano Allegri ha parlato in conferenza stampa a cinque giorni dalla finale di Champions a Berlino, ecco le sue dichiarazioni riportate dal sito TuttoJuve.com:

Ha visto il gol di Messi nella finale di Coppa del Re? Cosa ha pensato in quel preciso momento? Qual è il pregio più grande della sua Juventus?
“Partiamo dal pregio più grande che ha la mia Juventus: è una squadra caratteriale, oltre ad essere una squadra tecnica. E credo che la squadra sia migliorata molto nella consapevolezza dei propri mezzi e questo mi lascia sereno nel preparare questa finale. Per quanto riguarda Messi, quello che ha fatto sabato, di gol ne ha fatti anche più belli. Quindi bisognerà essere pronti, bravi, perché sappiamo le qualità che ha questo grandissimo giocatore, oltre a Neymar, a Suarez e soprattutto a Iniesta”.

Sapete come si fa o pensate di sapere come si fa?
“Si fa, basta giocare, giocare bene, basta fare due-tre cose giuste e soprattutto questa voglia di dimostrare che abbiamo tutte le qualità e le caratteristiche per giocare contro questo Barcellona. Noi dobbiamo essere preparati, dobbiamo prepararci al meglio per fare una grande partita, poi è una finale, gli episodi la decideranno. Loro hanno grandissime qualità e noi ne abbiamo altrettante. Bisogna non stare a pensare quello che potrà succedere, ma pensare solamente a lavorare e pensare poco”.

Lei ha già fermato il Barcellona con il Milan, 2-0, nei quarti di finale, con una squadra più scarsa di questa. Sa come si fa. Pensa di poter vincere con delle mosse tattiche?
“Credo che il Barcellona giochi un calcio diverso da quello che giocano tutte le altre squadre, e ha dei giocatori, soprattutto due giocatori, che sono Messi e Neymar, che hanno qualità e caratteristiche diverse da tutti gli altri giocatori al mondo. Non bisogna fare grandissime cose, ma bisogna fare una partita molto compatta, andando a limitare o ad annullare quelle che sono le loro caratteristiche migliori”.

La gara può finire ai rigori?
“Può finire anche ai rigori, è una finale. Noi dobbiamo prepararci anche a tirare bene i rigori, a essere pronti, ma credo che difficilmente questa partita potrà finire ai rigori”.

Quali potrebbero essere le analogie tra l’Italia nel 2006 a Berlino e la Juventus 2015 a Berlino?
“Lo vediamo dopo, se riusciamo a vincere la Coppa magari ci sono tante analogie. Altrimenti non sarà così. Però indipendentemente da tutto, credo che una finale si debba giocare e credo che sarebbe un risultato più che straordinario vincerla. Ma credo che al momento la squadra abbia fatto una stagione veramente straordinaria e quindi soprattutto arrivare in finale di Champions non capita tutti gli anni. E soprattutto arrivarci in un anno dove la squadra ha vinto lo Scudetto e ha vinto la Coppa Italia, che era la decima, era una Coppa Italia importante. Quindi giocare l’ultima partita, che chiude una stagione così bellissima, credo crei talmente tanta adrenalina e pochi pensieri, indipendentemente dal fatto che affronteremo il Barcellona”.

Cosa significa Tevez per la Juventus? Cambia qualcosa nella preparazione trattandosi di una finale?
“Tevez significa tanto come significano tanti altri giocatori. Tevez ha fatto un’annata straordinaria, è un giocatore importante. La partita va preparata andando a conoscere quelle che sono le caratteristiche del Barcellona, ne più ne meno con una settimana all’insegna del lavoro e della preparazione alla partita. Non è che perché giochiamo una finale di Champions facciamo due-tre allenamenti al giorno e due ore di video. Assolutamente. Credo che queste partite si debbano preparare con tanta semplicità e con tanta tranquillità”.

Marcherà Messi a uomo?
“Marcare Messi a uomo è praticamente impossibile, bisognerà essere bravi a lavorare bene intorno a lui. Ma credo che oltre a fermare Messi, poi hanno Neymar, Suarez, hanno tanti giocatori tecnici, quindi dovremo fare una partita anche di coraggio, sapere che ci saranno momenti di difficoltà nella partita e ci saranno momenti favorevoli a noi, perché ci saranno. Non è che andiamo a Berlino aspettando che loro ci facciano gol o che facciamo la vittima sacrificale. Sappiamo le difficoltà della partita, è una finale di Champions e quando arrivi a giocare una finale di Champions è normale che affronti i giocatori più forti del mondo. Questo però non deve crearci assolutamente ansia”.

Cosa dicono adesso i tifosi quando la incontrano per strada dopo la contestazione estiva?
“E’ normale che ci sia grande entusiasmo in città, in Italia, si percepisce e si avverte. Erano diversi anni che una squadra italiana non faceva una finale di Champions. Credo ci debba essere grande entusiasmo e tutti gli italiani aspettano questa finale come la aspettiamo anche noi. Per quanto riguarda lo scetticismo, come ho detto diverse volte, la Juventus ha avuto pochi allenatori che prima di arrivare alla Juventus hanno allenato una grande squadra e io sono uno di quelli. Detto questo, al Milan in tre anni e mezzo abbiamo vinto uno Scudetto, una Supercoppa, non sono mai uscito a un preliminare di Champions e abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi. Per non parlare di altro. Poteva essere normale che ci fosse scetticismo dopo che un allenatore che aveva fatto bene in Italia in tre anni che ha vinto tre Scudetti, aveva lasciato la squadra. Però credo che col lavoro con la disponibilità di tutti i giocatori e la grande forza della società, abbiamo fatto una stagione importante, quasi irripetibile, perché per migliorare questa stagione ad oggi, se dovesse andare male la finale, l’anno prossimo bisognerebbe vincere la finale. Sarà una stagione che rimane nella storia e difficilmente una squadra arriva su tre fronti in finale. Ora ci manca l’ultima e dobbiamo essere bravi a portarla a casa. E anche fortunati”.

Se e quanto ti ha aiutato il fatto di aver giocato tante volte contro il Barcellona ai tempi del Milan? Pensi che fosse nel tuo destino questa finale contro la squadra che hai affrontato di più?
“Lo vedremo sabato come andrà a finire. Era un Barcellona un po’ diverso, però giocare col Barcellona è diverso dalle altre squadre perché ci vuole grande pazienza e forza mentale. Sabato però sarà una partita differente perché è una partita secca e quindi bisogna essere molto bravi”.

Che clima percepisce nella squadra?
“Il clima è ottima, non vedo perché non dovrebbe essere così. Abbiamo una settimana, mancano cinque giorni a questa meravigliosa partita, meravigliosa serata. E’ straordinario esserci arrivati e ora vediamo se riusciamo a far diventare ancora più straordinaria questa annata”

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